Vico:La storia del Convento dei Cappuccini e la leggenda del principe Spinelli

Appena fuori il centro storico cittadino si trova il Convento dei Frati Cappuccini, fatto edificare dal marchese di Vico Colantonio Caracciolo nel 1556; dopo il terremoto del 1646 fu nuovamente edificato, ed in quell’occasione venne consacrata la chiesa adiacente con il nome di Santa Maria degli Angeli e piantato sul sagrato il maestoso leccio, chiamato “quercia” dagli abitanti di Vico, che ancora si può ammirare nelle dimensioni imponenti (alto 17 m. e con diametro di 5 m.), tanto che ultimamente si è reso necessario un intervento di sostegno; nonostante la storia certa, la leggenda vuole che fu un frate del convento, vedendo la piantina molto esile, ad impietosirsi e a prendersene cura, e l’albero, divenuto maestoso, sta a imperitura testimonianza della carità cristiana.Il convento, noto tra il Popolo anche con il titolo del SS. Crocifisso, si sviluppa su due piani a base rettangolare e presenta un suggestivo chiostro in stile francescano. Leggenda vuole che davanti alla porta del convento sia sepolto il Principe Spinelli, odiato dagli abitanti di Vico a causa dello ius prime nocti (l’antico diritto del feudatario di pretendere dalla sposa la prima notte di nozze), ed esposto al calpestio dei fedeli per volontà popolare.
La Chiesa, originariamente ad una sola navata, in occasione della ricostruzione post terremoto venne dotata di alcune cappelle. Molte opere d’arte nobili,  specie oli su tela, sono conservate nella Chiesa: si ricordano la ‘Madonna del latte’ di Ippolito Borghese e la pregevole pala d’altare con la Madonna degli Angeli del pittore napoletano Andrea Vaccaro. Inoltre vi si trova, tra le altre statue lignee, un celebre Crocifisso pure in legno, che si crede essere miracoloso, opera forse di intagliatore veneziano del XVII secolo.convento cappuccini

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