Un turista racconta la sua vacanza a Vico del Gargano

A Vico del Gargano ho dedicato il secondo giorno della mia vacanza “al mare”. Lo scrivo virgolettato perché qui non siamo al mare, ma in uno dei borghi più belli d’Italia. A dirlo non sono certo io, che comunque lo confermo e sottoscrivo, ma la bandiera arancione di cui è insignito.

Vico_del_Gargano_borgo

In realtà, da qui, al mare potrete arrivarci molto facilmente, in soli 10 minuti di strada, raggiungendo la frazione di San Menaio. Se poi volete gustare in diretta ciò che vi ho raccontato di Rodi Garganico, siamo appena a 15 minuti di strada.

In realtà Vico del Gargano sarebbe da visitare più in inverno che in estate, precisamente il giorno di San Valentino.

Questo infatti, nei paraggi e non solo, è conosciuto come il Borgo dell’amore, quello in cui la festa patronale ricorre proprio il giorno della festa degli innamorati. Invece di decorare la città con fiumi e cascate di cioccolata, qui lo fanno con il prodotto di punta locale: le arance! Mai sentito parlare degli agrumi del Gargano? Non hanno nulla da invidiare a quelli di Sicilia.

Purtroppo per noi, ci siamo venuti a luglio, non proprio nel pieno della campagna delle arance. Ci siamo ugualmente consolati, però, con queste decorazioni di limoni qua e là, in giro per il centro storico.

Vico del Gargano limoni

E con questo bell’addobbo nuziale tutto agrumato.

Vico del Gargano addobbo

Non spenderò molte parole sulla bellezza di questo borgo, anche se a primo acchito ciò che può balzare agli occhi è un certo degrado del centro storico. E’ qui che si snodano le vie dei tre quartieri medioevali: Civita, Terra e Casale.

Vico del Gargano

Complici le elevate temperatura, complice anche “l’ora contraria”, che invita più a stare al mare che in giro per un borgo interno, il senso di abbandono e desolazione è stato alquanto dominante. Non per questo, anzi forse proprio grazie a questo, il borgo perde il suo fascino.

Si esprime come molti dei borghi circostanti: una rocca austera, scura, medioevale, perfettamente conservata.

Vico del Gargano torre

Il punto più suggestivo di Vico del Gargano lo toccherete proprio in prossimità del locale in cui ho consumato la mia cena: Cantina il Trappeto.

Vico del Gargano suggestiva

Vico del Gargano ruota

Non lasciatevi incantare dal nome, si tratta di un antico frantoio ristrutturato e adattato a ristorante. I resti li potrete scorgere nella sala interna del locale, l’antica grotta, dove aveva sede proprio il frantoio e dove ora, oltre ai tavoli, c’è una ricca cantina ad attendervi.

Vico del Gargano grotta

Vico del Gargano cantina

Il posto è quindi rustico, fortemente medioevale, singolare nel suo genere. Non credo possa ricapitarvi tanto facilmente di cenare all’interno di una grotta.

Vico del Gargano trappeto

Ciò nonostante la parte più affascinante e impareggiabile del ristorante è data dalla terrazza Orto del Conte.

Vico del Gargano orto

Dove prima sorgevano alberi di arance e ulivi, oggi c’è una terrazza che vi toglierà il fiato. Un’atmosfera magica e romantica, con i finestroni sulla Valle dell’Asciatizzi, da cui ammirare il tramonto.

Vico del Gargano tramonto

La calma, la tranquillità, l’incantevole bellezza data da questa terrazza in pietra, ricoperta per metà da un rigoglioso pergolato che vi farà ombra di giorno, non sono descrivibili a parole. E’ magico.

I sapori del posto non tradiscono la storicità e tradizione del ristorante. La mia cena è stata abbastanza tollerabile, sotto molti punti di vista.

Olive nere locali, fritte, con la sola aggiunta di pomodorino. Inutile dirvi che il piatto l’ho quasi finito da sola, accompagnato da pane casereccio locale.

Vico del Gargano olive

Risotto asparagi e pancetta.

Vico del Gargano risotto

Dolci tipici locali: spumette fatte solo con albume d’uovo, frutta secca, miele e zucchero. Cantucci garganici, molto simili a quelli toscani.

Vico del Gargano spumette

Una cena semplice, abbastanza leggera, olive fritte a parte, ma sicuramentesenza lattosio (occhio alla lattoalbumina delle spumette), senza caseina.

A prescindere dalla mia scelta, il ristorante offre un ampia varietà di piatti della tradizione, adatti anche a chi soffre di intolleranze alimentari. Se poi vi va di gustare una buona pizza, o paposcia, avvertite della vostra intolleranza al lattosio al momento della prenotazione e vi faranno trovare anche la mozzarella adatta a voi.

Precedente Giubileo: Il cuore di Padre Pio vola a Boston: da oggi fino al 23 settembre Successivo Vico:Il 28 Settembre arriva il Camper Red per il Reddito di Dignita'