Un tempo nella Chiesa del Carmine si venerava la Madonna delle Grazie

La chiesa con l’annesso Convento del Carmine fu fondato nell’anno 1603 dal Ecc.mo signor don Troiano Spinelli, Principe dell’Oliveto, con il consenso di don Iacopo Frabonio, Vicario Generale del Cardinale Domenico Ginnasio, Vescovo sipontino in quell’anno; vivevano nel convento il priore padre Giuseppe Ferro di Vieste, frate Angelo Masella di Vico e frate Giuseppe Pitroscella di Peschici. Nella Chiesa, all’inizio della sua fondazione, si venerava la Madonna delle Grazie e non la Madonna del Carmine come oggi avviene e più avanti scopriremo il perché e come l’attuale Madonna del Carmine arrivò in questa Chiesa. Per poco più di mezzo secolo del 600, i frati oltre ad officiare le funzioni religiose, si occupavano di poveri e coltivavano un pezzo di terreno annesso al convento per le minime necessità quotidiane che l’essere umano di quel tempo poteva disporre. Il 15 ottobre del 1652 Papa Innocenzo X emanò la Bolla “Instaurandae regularis disciplinae”. Con questo documento i piccoli conventi dovettero chiudere e tutti i beni passarono sotto la giurisdizione del Vescovo Diocesano, e così avvenne per il Convento e la Chiesa di vico, tant’è vero che durante la visita pastorale del card. Orsini esso risultava sotto la sua giurisdizione nel 1678 e risultava cappellano il rev. Sac. Antonio spinelli. Bisogna aggiungere a questo, che tutta la struttura qualche anno prima della soppressione voluta dal Papa resistette a un violento terremoto e lo mise a dura prova, quindi fu gravemente lesionata ma non cadde al suolo come avvenne per il convento dei frati cappuccini…

35227_140167719343940_100000521393209_305731_3029832_nStranamente da dopo la visita del Cardinale Orsini 1678 e fino quasi alla fine dell’ ‘800 non si hanno notizie ufficiali riguardante l’attività della chiesa e del convento, l’unico documento ufficiale di cui si è potuto consultare nel 2010 rinvenuto presso l’archivio storico del Comune di Vico è datato 16 marzo 1879 dove si evince che il Sindaco con l’amministrazione comunale di allora chiedeva informazioni circa l’acquisizione al patrimonio comunale del convento in quanto all’epoca i Comuni stavano diventando proprietari dei conventi soppressi nell’800 a causa delle leggi di soppressione prima di Napoleone e dopo di quelle italiane. Da qui in avanti abbiamo molte notizie non ufficiali ma ufficiose che cominciamo ad elencare: innanzi tutto verso la fine dell’Ottocento per volontà di Vincenzo Di Lalla e Iacovangelo Domenico cominciarono i primi novizi Confratelli del Carmine ad organizzarsi per farsi riconoscere Confraternita a tutti gli effetti dal Vescovo Diocesano. Infatti riuscirono ad ottenere l’autorizzazione il 10 dicembre 1902. Il vero riconoscimento tardò ad arrivare infatti solo il 24 gennaio 1925 con la firma dell’Arcivescovo Gagliardi sul primo statuto della Confraternita la quale operò fino ad allora senza un riconoscimento ufficiale. Fino all’approvazione, i primi Confratelli dovettero scontrarsi con molti problemi. Quello più rilevante è l’occupazione abusiva da parte di una famiglia di pastori di una abitazione del vecchio convento della Chiesa del Carmine. Infatti proprio nel momento in cui sembrava vano ogni sforzo il 27 dicembre del 1909 la cassazione di Napoli rigettò un ricorso di Benedetto e Filippo di Meglio contro una sentenza della 3ª Sezione della Corte d’Appello, la quale per analogo motivo a quello del Convento di Vico, dava pienamente ragione al Canonico Luigi Scotti; appresa la notizia il sac. Matassa, dava tempestivamente comunicazione ai Novizi Confratelli i quali dopo un mese circa videro la liberazione del Convento Carmelitano e della Chiesa. Da quel momento molti furono le trasformazioni dell’immobile dei quali citiamo: il campanile attuale edificato prima della fine della prima guerra mondiale; la facciata monumentale edificata nel 1927 ed altri lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria proseguiti fino al 2010 con il restauro delle facciate esterne della Chiesa.

fonte Wikipedia

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