Turismo/Gli sceicchi e gli emiri scelgono il Sud Italia e il Gargano

Secondo le stime del World Tourism Organization, i turisti dagli Emirati spendono in media 22,000 dollari all’anno a testa solo per voli e alloggio, raggiungendo quota 6,6 miliardi di dollari all’anno per il turismo a livello nazionale. Gli Emiratini, inoltre, vantano uno dei redditi pro-capite piu’ alti al mondo e amano viaggiare. La loro capacità di spesa è molto alta e si traduce in un numero elevato di notti trascorse all’estero (sempre oltre le 7-10 contro le 3-4 del turista europeo).
Tra i fattori rilevanti nella scelta delle destinazioni emergono: l’immagine del paese; le strutture di accoglienza e dimensione delle camere d’albergo (camere di 30 metri quadrati sono generalmente ritenute piccole); l’offerta di un’alimentazione in linea con i principi islamici (halal); la disponibilità di prayer room; intrattenimento per i bambini, garanzie di trattare con personale che sia a conoscenza del complesso universo di orto prassi comportamentali di matrice shariatica validi nei rapporti interpersonali.
L’ultimo rapporto congiunto di analisi sui flussi turistici Emiratini, redatto dal Ministero degli Esteri ed Enit, apre importanti prospettive per le località turistiche del Sud Italia .
Si dice infatti che particolarmente interessanti possono rivelarsi gli itinerari gastronomici, in un mercato che dimostra un apprezzamento nei confronti della tradizione culinaria italiana. Il settore agroalimentare italiano è infatti in fortissima crescita negli EAU, dove nel giro di pochi anni hanno aperto oltre 100 ristoranti italiani.
Ancora nel rapporto si legge che il turismo Emiratino di fascia alta da qualche anno è interessato all’Italia. Oltre alle mete storicamente predilette come Milano, Roma, Firenze , Venezia e Costiera Amalfitana, nell’immediato futuro sarà il Sud Italia ad essere attenzionato.
Infatti nel rapporto tra le “opportunità” si legge testualmente : “Promozione di destinazioni turistiche ancora poco conosciute come il Sud e le Isole che presentano molte affinità a livello di cultura, tradizioni e folklore, gastronomia”.
Il futuro di tale mercato turistico di nicchia, a cui la Puglia ed in generale tutto il Sud Italia, dovrebbe essere fortemente interessata, rimane inscindibilmente connesso con i percorsi certificativi halal che le strutture ricettive e turistiche dovrebbero conseguire, al fine di proporsi con successo ai tour operator internazionali e poter, di fatto, accedere a tale importante fetta di turismo.
Non solo, al fine di non realizzare cattedrali nel deserto in tema di ospitalità, sarà necessario, nell’immediato futuro, strutturare micro – filiere turistiche, ossia, nelle località di maggior pregio, dovrebbero strutturarsi almeno un hotel, un ristorante, un approdo turistico portuale, una farmacia, un negozio di cosmesi, etc., al fine di poter proporre in modo credibile la località turistica nella sua interezza.
In tal senso stà partendo l’innovativo progetto Host Arab Tourism promosso dalla garganica Michela Mastrorocco, prossima “halal technical auditor” certificata dal colosso francese Bureau Veritas in stretta collaborazione con Autorità islamiche italiane.
La Mastrorocco afferma “Ciò che più osta al raggiungimento di tale fascia di utenza è sopratutto la mancanza di adeguata conoscenza, negli operatori turistici italiani, della cultura araba con particolare attenzione al cibo “halal” ed ai comportamento da tenere con l’utenza nelle procedure di accoglienza”.
Il progetto, che partirà dalla costiera amalfitana, Capri e costiera sorrentina, potrebbe sbarcare anche nel Gargano, nel Salento e nelle isole.
L’iniziativa partirà con una selezione delle eccellenze turistiche nei vari comparti ed in seguito, una volta creata la micro – filiera territoriale sulle località turistiche di maggior pregio, la stessa verrà proposta e lanciata sulle reti internazionali che veicolano turismo Emiratino ed ingenerale arabo.

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