Il Terremoto che colpi’ il Gargano il 30 Settembre del 1995

LA SCOSSA PIU’ FORTE, DEL 7° GRADO DELLA SCALA MERCALLI, SENTITA ANCHE IN BASILICATA, IRPINIA E MOLISE

Scuole e uffici evacuati, bloccata la fiera di Foggia, case crollate. Matrimoni bloccati al momento del ” si’ ” . Terrore nell ‘ ospedale voluto da Padre Pio. Nel pomeriggio una scossa di assestamento. Giovedi’ scorso un ” campanello d’ allarme “

La scossa piu’ forte, del 7 grado della scala Mercalli, sentita anche in Basilicata, Irpinia e Molise. Matrimoni bloccati al momento del “si’ ” Terrore nell’ospedale voluto da Padre Pio. Nel pomeriggio una scossa di assestamento Giovedi’ scorso un “campanello d’ allarme”

DAL NOSTRO INVIATO SAN GIOVANNI ROTONDO (Foggia) . La terra ha tremato proprio mentre don Vincenzo D’ Arenzo li stava dichiarando marito e moglie. Dal soffitto si sono staccati alcuni pezzi di intonaco, i muri hanno oscillato per lunghi e interminabili secondi, e loro, gli sposi Grazia Merla e Francesco Bisceglia, hanno dovuto rinviare il “si’ ” di un quarto d’ ora, il tempo di sistemare un tavolo nella piazzetta accanto alla chiesa di San Giuseppe Artigiano e di permettere agli invitati di guadagnare l’ uscita. Operazione molto rapida, quest’ ultima, perche’ la scossa di terremoto delle 11.14 di ieri mattina, del settimo grado della scala Mercalli, e’ stata di quelle che mettono davvero paura. “Altro che psicosi . ha detto lo sposo ., qualcuno adesso dice cosi’ perche’ non ci sono stati morti ne’ feriti, ma la scossa di terremoto ci ha messo una paura… e chi se lo dimentica piu’ questo giorno!”. Giorno indimenticabile anche per un’ altra coppia di sposi, Maria Monaco e Matteo Russi, di Ischitella. A loro poteva andare peggio, perche’ una parte del tetto della chiesa di San Francesco si e’ abbattuta proprio sull’ inginocchiatoio spaccandolo a meta’ . “Dobbiamo ringraziare il ritardo nell’ inizio della cerimonia . dice il sindaco Franco Giordano .che ha fatto indugiare fuori sposi e invitati. Altrimenti il bilancio dei danni alle persone, qui a Ischitella, non sarebbe stato di una decina di feriti in modo lieve”. Le nozze di Maria e Matteo si sono poi celebrate in una chiesetta di campagna, ma la paura in paese e’ rimasta, tanto che ieri sera il centro di riabilitazione motoria “Padre Pio” e’ stato trasformato in centro di accoglienza per le diverse decine di persone che non vogliono o non possono, per le lesioni alle abitazioni, trascorrere la notte in casa. L’ epicentro della scossa sismica che ha allertato Puglia, Basilicata, Irpinia e Basso Molise, e che a Foggia ha fatto scappare numerose persone dalla sala in cui si stava inaugurando la Fiera campionaria d’ Ottobre, e’ stato individuato tra San Giovanni Rotondo, Monte Sant’ Angelo e Carpino, tre paesi nel cuore del Gargano, uno dei quali, San Giovanni Rotondo, sede di uno dei piu’ grandi e importanti ospedali del Sud, quella “Casa Sollievo della Sofferenza” voluta da Padre Pio. Proprio in quest’ ospedale, ieri mattina, il panico e l’ angoscia hanno assalito malati e visitatori. Nessun danno, per fortuna. E’ andata peggio alle case del centro storico, una ventina delle quali, pericolanti, sono state sgomberate per ordine del sindaco, Nicola Placentino. Ma anche qui la paura fa tremare ancora le gambe. Del resto, non c’ era gia’ stato il campanello d’ allarme di giovedi’ ? Quella scossa che a Foggia s’ era fatta sentire con intensita’ del terzo grado Mercalli, conseguenza dello “scossone” di nono grado con epicentro in mar Adriatico, davanti alla costa dalmata? Meglio non fidarsi. E non si fidano del buio della notte neanche a Rodi Garganico, dove per il crollo di un cornicione ci sono stati quattro feriti non gravi, tra i quali un bambino di dieci anni, e negli altri Comuni costieri, soprattutto a Vieste, dove alle 18 e’ stata avvertita la piu’ forte delle scosse di assestamento di ieri, che in tutto sono state quattro. Anche a Vieste, la gente si e’ riversata in strada e non sono stati pochi quelli che hanno scelto di aspettare l’ alba “tenendo d’ occhio la terra”. Meno drammatici, ma preoccupanti, i sussulti della terra in Irpinia e Basilicata, dove ancora si piange (ma e’ stato dimostrato che molti si leccano i baffi) per il sisma del 1980: negli ultimi 10 giorni, altre tre scosse del quarto grado. Ieri, alla scossa piu’ forte, la ricomparsa dello spettro di 15 anni fa

“Terremoti di questo genere e di tale potenza si sprigionano in media ogni 4 5 anni nella zona del Gargano”, spiega il professor Calvino Gasparini della direzione dell’ Istituto nazionale di Geofisica da dove si controlla lo sviluppo del fenomeno. Essi sono i “normali segni” di una terra malata geologicamente e perennemente a rischio. “Un rischio di prima categoria”, sottolinea Gasparini. Come in passato, anche in quest’ occasione tutto e’ accaduto secondo lo schema classico del “sisma periodico” con una scossa che ha raggiunto il sesto settimo grado della scala Mercalli seguita poi da una successione di scosse minori, piu’ lievi che non hanno superato il terzo grado, sempre della scala Mercalli. Purtroppo non ci si puo’ stupire piu’ di tando perche’ e’ soprattutto dall’ Ottocento che questa parte dello Stivale registra pericolosi sussulti della terra con localita’, come Mattinata e Monte Sant’ Angelo, che sono rimaste nella memoria di scienziati e non per i danni subiti. Ma anche in precedenza, nel luglio 1627, un terremoto causo’ addirittura cinquemila morti nel Foggiano, a Capitanata. Il suolo nella zona e’ soggetto ad uno spostamento naturale da Ovest verso Est. Ed e’ appunto uno slittamento della piattaforma adriatica che si inserisce sotto gli Appennini ad aver causato il terremoto: sono le strutture del nostro pianeta che inesorabilmente seguono, come in un sistema vivo, la loro evoluzione. Tra la Puglia e la Dalmazia diverse faglie segnano la geologia del luogo e da esse nascono sismi che sono ancora piu’ gravi sulla costa montenegrina. Il territorio italiano in quelle zone . notano gli esperti . e’ avvantaggiato da una natura calcarea molto solida. “Previsioni con i terremoti non se ne possono fare . nota Gasparini . ma bisogna stare all’ erta perche’ , appunto, l’ area ne e’ soggetta e la frequenza con cui avvengono e’ anche elevata. Ulteriori scosse, dunque, potrebbero verificarsi”.

Vulpio Carlo, Caprara Giovanni (1 ottobre 1995) – Corriere della Sera

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